Oltre che in area tirrenica (Toscana e Lazio settentrionale) gli Etruschi furono presenti anche nella Valle Padana dove, fin dal {X secolo a.C.. svolsero un'importante ruolo di intermediari tra il Mediterraneo da un lato e l'Europa continentale dall'altro e dove realizzarono, per la prima volta nella nostra regione, un sistema di città»: Bologna, l'antica Felsina; Spina, sull'Adriatico; aperto ai commerci greci, la città di Spina; a nord del Po, con funzione di testa di ponte verso l'area transalpina, la città di Mantova; sull'Appennino, lungo la valle del Reno, che costituiva la via principale di collegamento tra l'Etruria tirrenica e l'Etruria padana, la città etrusca di Marzabotto.

La città etrusca di Marzabotto, fondata ex-novo agli inizi del V secolo su una piana di origine fluviale pressoché privo di strutture preesistenti fu realizzata secondo rigorosi criteri urbanistici, in cui l'estrema regolarità delI'impianto risponde anche a precise esigenze di una razionale organizazione urbana oltre che di una vera pianificazione.

Strade e isolati, tracciati sul terreno in un solo momento, costituivano l'ossatura dell'impianto, all'intemo del quale doveva sorgere e svilupparsi la città secondo una previsionalità insediativa molto larga, che non fu mai del tutto saturata. Alcuni isolati infatti, pur essendo regolarmente tracciati nei loro limiti estemi, sono vuoti perché non furono mai utilizati.

All'estremità nord ed est sono collocate le due necropoli; mentre a nord-ovest, in posizione elevata rispetto all'area urbana, è situata l'acropoli con il complesso degli edifici sacri costituiti da templi con i rispettivi altari. AlI'interno dell'area urbana, oltre naturalmente alle case di abitazione, sono documentati impianti artigianali di un certo rilievo come fornaci per la cottura di ceramiche e laterizi destinati al fabbisogno intemo; officine per la fusione del bronzo e ateliers per la lavorazione del ferro i cui prodotti erano invece destinati anche all'esportazione.

È evidente che la città etrusca di Marzabotto, ancora intatta nelle sue strutture, costituisce un terreno ideale per lo studio dell'urbanistica e dell'architettura etrusca e, più in generale. per lo studio della stona e della vita degli Etruschi. L'area archeologica, dislocata in un bellissimo scenario appenninico, e l'annesso Museo costituiscono infatti uno dei documenti più rilevanti di questa civiltà. Ogni estate si alternano gruppi di studenti e giovani laureati che oltre ad imparare le tecniche dello scavo archeologico sono impegnati nella scoperta di nuovi materiali che vanno ad arricchire il già consistente patrimonio di questa che può legittimamente essere considerata la più importante area archeologica della Regione Emilia Romagna.

Museo: aperto tutti i giorni ore 9.00-12.00 e 15.00-18.30
Scavi: aperti tutti igiorni dalle 7.00 alle 19.00.